A febbraio, cari amici, conosciamo meglio la nostra new entry, Elena, rivolgendole qualche domanda sul suo percorso professionale e il suo metodo.

Elena Gengaroli è insegnante, mediatrice ed interprete di portoghese,di italiano L2 e LS, con laurea in Lingue e Letterature Straniere presso l’Università di Bologna.

Elena, parlaci un po’ del tuo percorso:

Ho iniziato ad insegnare molto giovane: durante il terzo anno di liceo scelsi di fare volontariato in una scuola di italiano per stranieri a Firenze; trovarmi così giovane a contatto con persone da tutto il mondo è stato il primo grande viaggio che facevo. Il secondo fu quello che orientò la scelta all’università: a 20 anni partii come cooperante nelle favelas di Salvador de Bahia appassionandomi al Brasile, alla sua cultura e la sua lingua. Decisi quindi di iscrivermi alla facoltà di Lettere e Filosofia in Studi Linguistici, Letterari e Interculturali con specializzazione in lingua portoghese e spagnola, Scelsi poi di proseguire la Specialistica in studi brasiliani presso la facoltà di Lingue e Letterature dell’Università di Bologna e di svolgere le mie ricerche di tesi e parte dei miei studi universitari a Salvador de Bahia e presso la Universidade Federal do Rio de Janeiro. Durante l’università e successivamente alla laurea magistrale, ho lavorato come traduttrice in ambito della cooperazione, tutor di un progetto brasiliano universitario, interprete commerciale, mediatrice linguistica e culturale per richiedenti asilo, linguistic analyst di lingua portoghese, infine, insegnante di lingua portoghese, letteratura e storia brasiliana. Parallelamente al portoghese, ho ottenuto la certificazione Ditals di II livello e ho continuato ad insegnare italiano L2 a bambini, adolescenti e adulti in progetti di integrazione, corsi professionalizzanti aziende bolognesi.

Come sei arrivata all’insegnamento? Cosa vuol dire per te insegnare?

Ho iniziato ad insegnare a 16 anni come volontaria in una scuola di italiano per stranieri dove mi sono occupata dell’accoglienza, dell’alfabetizzazione e di alcuni corsi. A partire da quel momento ho sempre lavorato in ambito didattico e non ho più smesso: l’insegnamento è la mia più grande passione. Credo che la trasmissione delle conoscenze e delle abilità sia uno degli aspetti più belli di interazione all’interno di una comunità. E insegnare permette di continuare ad apprendere insieme ai propri studenti. Il mio approccio è umanistico-affettivo: lo studente, nella sua complessità e nei suoi obiettivi, è al centro della mia didattica. Cerco sempre di stimolare la curiosità e l’interazione del gruppo-classe attraverso lezioni creative e personalizzate.

Quali sono i vantaggi e le principali difficoltà nelle lingue che insegni?

Personalmente non credo che si possa attribuire ad una lingua straniera una determinata difficoltà: l’apprendimento dipende dall’età in cui entriamo in contatto con questa lingua, dalla lingua materna che parliamo, dai tipi di intelligenza e gli stili cognitivi di ognuno, dal metodo dello studente e dell’insegnante e, principalmente, dalla motivazione allo studio. I vantaggi che si possono avere studiando una lingua straniera sono moltissimi: ci sono aspetti “strumentali”, quali, ad esempio, poterne fare uso in contesti di lavoro, di ricerca o in caso di trasferimento in un paese straniero, ma anche aspetti personali di interesse e di piacere, allo stesso modo importanti. Dopo l’infanzia imparare ad esprimersi in una lingua diversa dalla nostra richiede sempre uno sforzo per avere la possibilità di comunicare con altre persone di altri paesi e ampliare la nostre conoscenza del mondo è davvero impagabile.